La situazione iniziale
Il team usava già l’AI, ma in modo caotico: persone diverse, prompt diversi, qualità instabile e nessuna regola sui dati personali. Volevano un sistema, non l’ennesima lezione generica sul potenziale dell’AI.
Cosa abbiamo fatto
- Condotto un audit AI dei processi e individuato quali attività ripetitive costavano più tempo.
- Scelto scenari con valore reale e rischio controllato, non "tutto insieme".
- Creato una libreria di prompt e standard di qualità per intake, annunci e comunicazione con i candidati.
- Configurato un assistente per strutture di intervista e sintesi.
- Definito regole per un uso sicuro dei dati e per la revisione umana dei risultati.
Perché ha funzionato
Gli strumenti sono stati costruiti attorno ai compiti reali del team, non a capacità astratte. Ogni scenario aveva un punto chiaro in cui è una persona a decidere e a fare il controllo finale.
Un limite importante
L’AI non ha preso decisioni di selezione o valutazione. Ha ridotto il lavoro di preparazione — la responsabilità finale è rimasta al recruiter.
Cosa ha ottenuto il cliente
Strumenti AI concreti, prompt e regole per i compiti reali del team che hanno ridotto il lavoro ripetitivo e uniformato la qualità — senza rischi per i dati personali e senza delegare le decisioni a una macchina.
